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title: "Motivazione scolastica in crisi: 7 insegnanti su 10 dicono che gli studenti sono meno motivati di due anni fa"
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# [Motivazione scolastica in crisi: 7 insegnanti su 10 dicono che gli studenti sono meno motivati di due anni fa](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi)

 Scritto da [GoStudent IT](https://www.gostudent.org/it-it/blog/author/gostudent-it) | 4 feb 2026, 12:45:11

## Studenti non motivati? Ecco cosa pensano davvero genitori e insegnanti

 

In Italia, insegnanti e genitori sembrano vivere due realtà parallele. Mentre il 70% dei docenti dichiara che la motivazione degli studenti è in calo, il 70% dei genitori è convinto del contrario: figli e figlie sarebbero più motivati che mai. È il paradosso messo in luce dall’**indagine di** [**GoStudent**](https://www.gostudent.org/it-it/ripetizioni/) **sulla motivazione scolastica**, che fotografa un sistema educativo attraversato da visioni opposte e aspettative divergenti.

Motivare gli studenti oggi significa fare i conti con un sistema sotto pressione: tra social media onnipresenti, ansia da prestazione e fiducia spesso sopravvalutata, le aule sono diventate il luogo in cui si misura il vero divario educativo.

## Indice

1. [Motivazione all'apprendimento in crisi: è un problema reale?](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi?hs_amp=true#problemareale)
2. [Tecnologia, social e motivazione generale degli studenti](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi?hs_amp=true#tecnologia)
3. [Stress, ansia e “pressione da voti”: il lato oscuro della motivazione](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi?hs_amp=true#stress)
4. [Il ruolo delle ripetizioni e del tutor: quando la personalizzazione fa la differenza](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi?hs_amp=true#ruolo)
5. [Cosa ci dicono i numeri: sintesi dei dati principali dell’indagine GoStudent](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi?hs_amp=true#numeri)
6. [Conclusione](https://www.gostudent.org/it-it/blog/motivazione-scolastica-in-crisi?hs_amp=true#conclusione)

 

### Key takeaways

- In Italia, il 70% degli insegnanti afferma che la motivazione è diminuita; al contrario, il 70% dei genitori ritiene che figlie e figli siano motivati o più motivati di prima.
- A livello europeo, il 54% dei docenti osserva un calo della motivazione intrinseca; solo il 16% registra un aumento.
- Sulla distrazione: il 72% degli insegnanti europei indica **social e device come causa chiave**; in Italia il dato sale al 90%.
- Tra i genitori europei, la responsabilità dei social è molto meno condivisa: 30,74% denuncia distrazioni da tecnologia, 28,48% difficoltà di concentrazione, 27,94% distrazione dai social.
- Segnali di **stress a scuola**: 52% dei docenti europei osserva ansia legata ai compiti; tra i segnali più comuni per i genitori ci sono irritabilità 40,56%, stanchezza 31,68%, sintomi fisici 23,14%.
- Il 40% dei ragazzi sta tra 3 e 6 ore al giorno davanti agli schermi fuori scuola.
- La **fiducia nelle proprie capacità** è alta per l’80% dei genitori; oltre 1 su 2 ritiene che il proprio figlio o la propria figlia sia sopra la media.
- Le leve della fiducia secondo i genitori: voti 47,86%, ambiente dei pari 40,31%, insegnanti 36,43%.

## Motivazione all'apprendimento in crisi: è un problema reale?

### Il divario di percezione tra scuola e famiglia

La domanda che ci facciamo tutti è semplice: **gli studenti sono motivati oppure no**? I numeri dicono che dipende da chi risponde. Dal lato scuola, oltre la metà dei docenti europei parla di un calo motivazionale nel confronto con gli anni precedenti (54%), mentre solo il 16% ha visto un aumento. In Italia, il quadro è ancora più netto: il 70% degli insegnanti segnala un peggioramento della motivazione. Dalla parte delle famiglie, però, il sentiment è ribaltato: il 67% dei genitori europei sostiene che la motivazione dei figli sia cresciuta.

Queste percezioni divergenti non sono un dettaglio. In UK, ad esempio, il 30% degli insegnanti riporta un aumento della motivazione e il 50% la vede stabile, segno che i contesti nazionali contano. In Francia l’80% dei docenti vede un calo, mentre in Spagna e Germania la quota è 50%. Se a casa prevale fiducia e a scuola fatica, il rischio è parlare linguaggi diversi e non incontrarsi sulle soluzioni.

### Motivazione generale degli studenti: cosa mostrano davvero i numeri

Un modo per capire quanto gli studenti siano davvero motivati è guardare al loro livello di **fiducia nelle proprie capacità**.  
Ecco cosa raccontano i dati del report:

**Secondo gli insegnanti europei:**

- Solo il 22% degli alunni mostra una forte sicurezza nelle proprie capacità scolastiche.
- La maggior parte, circa il 54%, appare abbastanza sicura ma non del tutto convinta di potercela fare da sola.
- In Italia, questa fascia “incerta” è ancora più ampia: 8 studenti su 10 rientrano in questa categoria.
- In Spagna la percentuale scende al 60%, mentre nel Regno Unito si ribalta: lì, 7 studenti su 10 dimostrano una fiducia molto alta in sé stessi.

**Secondo i genitori:**

- L’80% crede che il proprio figlio o la propria figlia sia **sicuro delle proprie capacità scolastiche**.
- Più di 1 genitore su 2 è convinto che il rendimento del proprio figlio o figlia sia superiore alla media.

**Cosa ci dicono questi dati:**

- A casa prevale una **visione molto ottimista**: i genitori vedono i figli come fiduciosi e motivati.
- A scuola, invece, gli insegnanti notano **più insicurezza e meno costanza** nello studio.
- Questa differenza di prospettiva spiega gran parte del problema: la motivazione percepita in famiglia non sempre coincide con quella che si manifesta davvero in classe.

## **Tecnologia, social e motivazione generale degli studenti**

### **Distrazione digitale: quanto pesano schermi e feed**

Per gli insegnanti europei, la perdita di motivazione passa prima di tutto dallo schermo.  
La tecnologia è vista come uno dei principali nemici dell’attenzione in classe:

**Cosa dicono i docenti:**

- 72% degli insegnanti europei indica social media e dispositivi digitali come le principali cause di distrazione.
- In Italia e Spagna, la percentuale sale al 90%.
- In Regno Unito, è 70%.
- In Germania, 60%.
- In Francia, 50%.

**Cosa dicono le famiglie:**

- Solo il 30,7% dei genitori considera la tecnologia un vero problema.
- Il 28,5% segnala difficoltà di concentrazione come ostacolo alla motivazione.
- Il 27,9% cita direttamente i social media come fattore di distrazione.

**In sintesi:**  
Gli insegnanti vedono la tecnologia come una delle principali minacce alla motivazione, mentre i genitori tendono a **minimizzarne l’impatto** o a vederlo come un problema secondario.

### **Tempo di schermo: una questione di quantità e qualità**

Anche i numeri sull’uso dei dispositivi parlano chiaro:

**Tempo medio davanti agli schermi (fuori scuola):**

- 40% dei ragazzi trascorre tra 3 e 6 ore al giorno su dispositivi digitali.
- Il restante 60% alterna periodi più brevi o supera le 6 ore nei weekend.

**Effetti sull’apprendimento:**

- Il 94% dei docenti nota differenze di rendimento e comportamento tra chi passa molto tempo davanti allo schermo e chi ne fa un uso limitato.
- Il 72% giudica negativo l’impatto complessivo di social e schermi su concentrazione e risultati scolastici.

**Tradotto in parole semplici:**  
Più tempo online = meno concentrazione in classe.  
E, nel lungo periodo, **più fatica a mantenere costanza e interesse nello studio**.

### **Materie “poco interessanti” e attenzione in calo**

La distrazione non è solo digitale: molti studenti e studentesse faticano a trovare **un senso personale nelle materie scolastiche**.

**Secondo i docenti europei:**

- 60% (Italia e Spagna) segnala scarso interesse per le materie come principale ostacolo alla motivazione.
- 60% dei docenti francesi individua invece problemi familiari o personali come causa di calo motivazionale.
- A livello europeo, le cause più comuni sono:
  
    - Distrazione da social o device: 60%
    - Difficoltà di concentrazione: 50%
    - Scarso interesse per le materie: 38%
    - Pressione sociale o bullismo: 30%

**Il quadro che emerge:**  
La motivazione non si “spegne” per un solo motivo. È il risultato di più fattori che agiscono insieme:

- Contenuti scolastici percepiti come distanti o poco utili.
- Sovraccarico di stimoli digitali.
- Affaticamento mentale e scarsa concentrazione.
- Stress sociale o familiare.

In altre parole: la perdita di motivazione nasce da un insieme di piccole distrazioni quotidiane che, sommate, rendono più difficile trovare piacere e senso nello studio.

## Stress, ansia e “pressione da voti”: il lato oscuro della motivazione

### Quando la prestazione schiaccia lo studio

La motivazione scolastica non cresce in un vuoto emotivo. È influenzata da fattori come l’ansia, la pressione dei risultati e il modo in cui studenti e studentesse vivono le aspettative intorno a sé. Quando queste pressioni aumentano, l’interesse e la costanza nello studio tendono a diminuire.

**Secondo gli insegnanti:**

- Il 52% osserva segni evidenti di stress o ansia legati alla scuola.
- In Spagna il dato raggiunge il 90%.
- In Germania il 70% dei docenti nota sintomi ricorrenti.
- Nel Regno Unito il 50% rileva stress da studio anche tra studenti apparentemente sicuri.
- In Francia la maggior parte degli insegnanti dichiara di osservare questi segnali “spesso”.

**Secondo i genitori:**

Le famiglie riconoscono alcuni campanelli d’allarme, anche se con minore intensità:

- Irritabilità o sbalzi d’umore: 40,56%
- Stanchezza o affaticamento: 31,68%
- Mal di testa o altri sintomi fisici: 23,14%

Questi numeri mostrano che la motivazione non dipende solo dalla “voglia di studiare”. È legata anche al benessere emotivo e alla gestione dello stress. Quando i risultati diventano l’unico metro di autostima, lo studio perde il suo significato di crescita e diventa una **fonte di ansia**.

### La pressione da voti: quando la fiducia si trasforma in stress

Per molti studenti e studentesse, la fiducia in sé stessi è strettamente legata al rendimento scolastico. I voti, i giudizi e il confronto con i compagni finiscono per pesare più del percorso di apprendimento.

Fattori che, secondo i genitori, influenzano maggiormente la fiducia a scuola:

- Voti e risultati scolastici: 47,86%
- Ambiente dei pari (amicizie, clima di classe): 40,31%
- Insegnanti: 36,43%

Questi elementi possono spingere a migliorarsi, ma anche trasformarsi in fonti di stress se non vengono bilanciati da obiettivi realistici e un dialogo costruttivo.  
L’idea che la fiducia dipenda solo dal voto rischia di ridurre la motivazione a una corsa alla perfezione, con il risultato opposto: più fatica, più ansia, meno interesse.

### Il paradosso della fiducia

Uno dei dati più interessanti dell'indagine riguarda la differenza di percezione tra casa e scuola.  
I genitori vedono figli e figlie sicuri e determinati; gli insegnanti, invece, notano in molti casi insicurezza, fatica e disattenzione.

Le cause sono diverse:

- A casa i ragazzi si sentono in un ambiente protetto, dove è più facile mostrarsi motivati.
- In classe emergono le reali difficoltà di attenzione, gestione del tempo e confronto con gli altri.
- I genitori osservano la volontà di riuscire, mentre gli insegnanti vedono la difficoltà nel mantenere l’impegno costante.

Questa differenza di prospettiva spiega parte del divario tra percezione e realtà. Per colmare la distanza serve un confronto più aperto tra scuola e famiglia, basato sull’ascolto reciproco e su obiettivi condivisi.  
Riconoscere che **entusiasmo e fatica possono convivere** è il primo passo per costruire percorsi di supporto efficaci e duraturi.

 

## Il ruolo delle ripetizioni e del tutor: quando la personalizzazione fa la differenza

### Dati, bisogni e soluzioni personalizzate

Quando la lezione in classe non basta, il supporto individuale può fare la differenza. Le ripetizioni e l’aiuto di un tutor rappresentano una delle soluzioni più efficaci per riaccendere la motivazione.  
Nell’indagine di GoStudent, il 56% dei genitori spagnoli dichiara che i propri figli hanno ricevuto [**ripetizioni o supporto extra**](https://www.gostudent.org/it-it/ripetizioni/) al di fuori della scuola.  
Nel caso italiano, emerge una percezione interessante: molte famiglie vedono nel tutor non solo un aiuto nello studio, ma anche **un punto di riferimento emotivo**.  
Questo dato è significativo perché conferma che la motivazione non nasce solo dalle competenze, ma anche da un **ambiente di apprendimento sereno, personalizzato e incoraggiante**.

La personalizzazione è quindi la leva decisiva: costruire un piano di studio su misura, che tenga conto dei punti di forza e delle difficoltà specifiche di ogni studente o studentessa, permette di lavorare su tre aspetti chiave:

- Metodo: organizzare lo studio in piccoli passi chiari riduce l’ansia e aiuta a mantenere la concentrazione.
- Obiettivi realistici: fissare traguardi misurabili aumenta la fiducia nelle proprie capacità e rafforza la motivazione.
- Feedback continuo: ricevere correzioni e incoraggiamenti regolari trasforma l’impegno in progressi concreti, visibili e gratificanti.

### Perché la personalizzazione risponde ai dati sulla motivazione

I risultati dell’indagine di GoStudent mostrano chiaramente dove si spegne la motivazione, e quindi dove serve agire.

- Il 28,5% dei genitori segnala difficoltà di concentrazione nei figli.
- Il 72% degli insegnanti indica social media e dispositivi digitali come le principali cause di distrazione.
- In Italia, il 60% dei docenti evidenzia scarso interesse per le materie scolastiche come ostacolo alla motivazione.

In questo contesto, la **personalizzazione interviene proprio nei punti critici**:

- collega lo studio agli interessi reali di studentesse e studenti;
- aiuta a gestire il tempo in modo più efficace, limitando le distrazioni;
- trasforma la lezione in un percorso concreto, con obiettivi raggiungibili e feedback costanti.

Il risultato è tangibile: l’apprendimento diventa più significativo e la fiducia cresce.  
Non a caso, secondo i genitori europei, la fiducia scolastica dei figli dipende da tre fattori principali:

- voti e risultati (47,9%),
- ambiente dei pari (40,3%),
- rapporto con gli insegnanti (36,4%).

La personalizzazione lavora proprio su tutti e tre: valorizza i risultati, migliora la relazione educativa e restituisce agli studenti la sensazione di poter davvero riuscire.  
Quando la lezione è costruita su misura, la motivazione non va cercata: si riaccende da sola.

## Cosa ci dicono i numeri: sintesi dei dati principali dell’indagine GoStudent

Per capire davvero [**cosa sta succedendo nelle scuole europee**](https://www.gostudent.org/it-it/blog/indice-europeo-ia-istruzione), vale la pena guardare ai dati più significativi dell’indagine GoStudent sulla motivazione e il benessere scolastico.  
Le percentuali raccontano con precisione dove si trovano oggi gli studenti e le studentesse, e quanto sia ampio il divario tra percezioni familiari e realtà scolastica.

### 1. Percezione della motivazione secondo i docenti per stato

Gli insegnanti europei non sono ottimisti: la maggior parte registra un calo della motivazione rispetto agli anni precedenti. L’Italia e la Francia emergono come i Paesi più preoccupati.

| Paese | Percentuale di docenti che notano una motivazione più bassa |
| --- | --- |
| Italia | 70% |
| Francia | 80% |
| Spagna | 50% |
| Germania | 50% |
| Regno Unito | 30% la considera più alta, 50% la ritiene stabile |

 

Questi dati mostrano che, nel complesso, **più di un insegnante europeo su due** percepisce una perdita di interesse e partecipazione negli studenti.

### 2. Fattori che minano la concentrazione e il benessere

Tra le cause principali del calo motivazionale, la [**distrazione digitale**](https://www.gostudent.org/it-it/blog/sorprendenti-statistiche-sul-tempo-trascorso-davanti-allo-schermo-aggiornato) domina in modo netto, seguita da difficoltà di attenzione e scarso interesse per le materie. In Italia, il problema appare ancora più accentuato.

| Fattore individuato dai docenti europei | Percentuale complessiva | Picchi nazionali |
| --- | --- | --- |
| Distrazione da social media e dispositivi | 72% | Italia e Spagna: 90% |
| Difficoltà di concentrazione generale | 50% | – |
| Scarso interesse per le materie scolastiche | 38% | Italia e Spagna: 60% |
| Pressione sociale o episodi di bullismo | 30% | – |

 

La conclusione è chiara: la motivazione scolastica si indebolisce quando lo studente è **sovrastimolato fuori dall’aula** e **poco coinvolto dentro di essa**.

### 3. Schermi e concentrazione: il peso del tempo online

L’indagine GoStudent mostra che il tempo trascorso davanti a uno schermo incide direttamente sulla qualità dell’attenzione e del rendimento.

| Indicatore osservato | Valore medio europeo |
| --- | --- |
| Ragazzi che passano tra 3 e 6 ore al giorno online (fuori scuola) | 40% |
| Docenti che notano differenze tra studenti con alto e basso tempo di schermo | 94% |
| Docenti che valutano negativo l’impatto complessivo di social e schermi | 72% |

Il messaggio è inequivocabile: più tempo online significa meno concentrazione e maggiore difficoltà a mantenere l’impegno nello studio.

### 4. I segnali di stress secondo i genitori

Anche le famiglie percepiscono un crescente disagio legato alla scuola, soprattutto sotto forma di stanchezza e irritabilità.

| Segnale di stress osservato dai genitori | Percentuale |
| --- | --- |
| Irritabilità o sbalzi d’umore | 40,6% |
| Stanchezza o fatica costante | 31,7% |
| Mal di testa o altri sintomi fisici | 23,1% |

 

Questi sintomi si collegano direttamente al calo motivazionale: quando lo stress aumenta, la disponibilità a studiare e concentrarsi diminuisce.

### 5. Le leve della fiducia secondo i genitori

Infine, l’indagine evidenzia cosa rafforza (o indebolisce) la fiducia dei ragazzi e delle ragazze in ambito scolastico.

| Fattore che incide sulla fiducia scolastica | Percentuale |
| --- | --- |
| Voti e risultati | 47,9% |
| Ambiente dei pari (amicizie e clima di classe) | 40,3% |
| Rapporto con gli insegnanti | 36,4% |

 

La fiducia, quindi, nasce da una combinazione di **riconoscimento dei risultati**, **relazioni positive** e **dialogo con i docenti**.  
Ma quando questi elementi mancano o diventano fonte di pressione, la motivazione tende a calare.

### Una fotografia chiara ma complessa

Guardando questi dati insieme, emerge un quadro sfaccettato:

- la motivazione degli studenti è in diminuzione in gran parte d’Europa;
- la tecnologia è un’arma a doppio taglio, che distrae ma può anche essere usata per imparare;
- lo stress emotivo pesa più del rendimento;
- la fiducia e il sostegno personalizzato restano le chiavi per riaccendere l’interesse e la partecipazione.

In sintesi, l’indagine di GoStudent conferma che **motivare gli studenti** oggi significa agire su più fronti contemporaneamente: ridurre la distrazione, migliorare il benessere e rendere l’apprendimento più vicino alla vita reale.

## Conclusione

Motivare gli studenti non è uno slogan, ma un lavoro condiviso tra scuola e famiglia. L’indagine di GoStudent mostra due prospettive complementari: in casa domina la fiducia, in classe emerge la fatica. Colmare questa distanza è possibile, ma serve un patto educativo concreto.

Ridurre le distrazioni digitali, rendere le materie più coinvolgenti e gestire meglio lo stress sono i tre passi fondamentali. La personalizzazione, attraverso [**ripetizioni mirate**](https://www.gostudent.org/it-it/blog/migliori-siti-per-aiuto-compiti-guida-completa-per-genitori) e piani di studio su misura, diventa il ponte tra fiducia e concentrazione.

La motivazione non è un dono raro: è una competenza che si costruisce ogni giorno, con ascolto, metodo e obiettivi realistici.

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